Salume a grana grossa con equilibrato rapporto tra parti grasse e magre, determinato dall’utilizzo completo del suino, compreso il prosciutto. Si presenta in tre tipologie: fresca,

secca e conservata in olio o sotto sugna. Forma cilindrica e a ferro di cavallo; colore rosso scuro screziato bianco.
Stagionatura non prevista per il tipo fresca, minimo di 21 giorni per la tipologia secca, sei mesi per la tipologia conservata in olio o sotto sugna. Sapore sapido con spiccato aroma di coriandolo, piccante e retrogusto di affumicatura.

 

Cenni storici

La salsiccia di Monte San Biagio al coriandolo risale al VI° secolo, all’arrivo delle genti longobarde in Monticelli, l’attuale Monte San Biagio. Questo popolo nomade si insedia in territorio “franco”, libero, cioè, dall’ingerenza sia del potere politico pontificio, che di quello bizantino. In questa “terra di nessuno”, su un colle non molto elevato e ricco di boschi di querce, costruisce il suo castrum fortificato di cui oggi rimangono resti. Proprio alle abitudini alimentari dei Longobardi è da collegarne la preparazione della salsiccia: questa popolazione nomade aveva bisogno di alimenti molto energetici ed al tempo stesso, facili da conservare e trasportare. Se i prosciutti necessitavano di lunghi periodi di stagionatura, prima di diventare commestibili, salsicce e salami potevano essere consumati dopo pochi

giorni dalla lavorazione ed allo stesso tempo, durare per mesi.

Nel 2013, l’Associazione tra macellai e produttori, nata nel 2003, si è trasformata in Consorzio per la Tutela della Salsiccia di Monte San Biagio, organizzando anche un’apposita Sagra, in occasione della Festa di San Biagio.

 

Zona interessata alla produzione

Provincia di Latina: Campodimele, Castelforte, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano, Pontinia, Sonnino, Sperlonga, Spigno Saturnia, Terracina.

 

fonte Arsial – Eccellenze Agroalimentari del Lazio

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