La denominazione di origine protetta “Peperone di Pontecorvo” designa i frutti dell’ecotipo locale “Capsicum annum”, tipo locale “Cornetto di Pontecorvo”.

All’atto dell’immissione al consumo il “Peperone di Pontecorvo” deve presentare le seguenti caratteristiche:

Frutto: intero, trilobato.

Colore: rosso, sono ammesse striature verdi fino al 40 % della superficie.

Forma: cilindro-conica allungata.

Calibratura: Peso della bacca: superiore a 150 gr per l’extra da 100 a 150 gr per la Ia scelta.

Lunghezza della bacca:superiore ai 18 cm per l’extra – da 14 cm a 18 cm per la Ia scelta.

Polpa: sottile.

Cuticola: più sottile rispetto ad altri prodotti corrispondenti allo stesso genere merceologico.

Sapore: dolce.      

Nel 1830, quando il principato di Pontecorvo ricadeva nel dominio della Santa Sede se ne ritrova traccia in un opuscolo in cui si riporta tra le colture orticole, la produzione di peperone di Pontecorvo. In un articolo del 1873 riguardante la proposta Daziana nel Comune di Pontecorvo si rivendica il diritto di piazza per la vendita di capsicum (peperone). L’Inchiesta Jacini del 1882, riporta la presenza, tra le coltivazioni degli orti locali e dell’intera circoscrizione, del peperone e nell’analisi delle abitudini alimentari della popolazione specifica come gli stessi siano considerati dai contadini un “gradito companatico..”. La nascita del Consorzio Agrario, nel maggio del 1889 ha definitivamente dato un efficace contributo alla coltivazione del peperone che negli anni successivi è sensibilmente aumentata diventando ai giorni nostri una delle risorse della zona.

La richiesta di riconoscimento come DOP del “Peperone di Pontecorvo” è giustificata dalle particolari caratteristiche che distinguono questo prodotto dagli altri dello stesso genere merceologico. La specificità del Peperone di Pontecorvo è strettamente legata alle condizioni pedo-climatiche ed umane dell’area di produzione. I terreni sui quali viene coltivato il “Peperone di Pontecorvo” sono molto fertili, particolarmente ricchi di elementi nutritivi e permettono, in combinazione con le caratteristiche di piovosità della zona geografica, la coltivazione di un prodotto con una elevata sapidità e la sua migliore digeribilità, associata ad una buccia sottile a tal punto che la quantità che rimane in bocca alla fine della masticazione risulta essere decisamente inferiore rispetto a quella di altri prodotti dello stesso genere.        

fonte Arsial – Eccellenze Agroalimentari del Lazio

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