Ciambelle dolci di colore marrone scuro, a base di farina, lievito, uova, zucchero, vino bianco, scorza di limone, burro o olio extravergine di oliva, vaniglia e sale, consumate tradizionalmente dopo i pasti e accompagnate da un buon bicchiere di vino dolce, tipo Vin Santo.

 

Cenni storici

Si tratta di un dolce tipico dell’intera regione Lazio, frutto di una cucina povera e fatto di ingredienti di facile reperibilità. La ricetta, tramandata oralmente, risale ai tempi in cui il contadino si concedeva il lusso di trattenere per sé un po’ di vino per le varie preparazioni casalinghe, mentre la restante quantità era costretto a venderla per ripagare i debiti contratti durante l’anno in bottega e per andare avanti fino alla vendemmia successiva. Ne esistono due versioni, una morbida e l’altra, più classica, “a biscotto”. La tradizione fa risalire la produzione di questi gustosi dolci al 1600 quando, in occasione della vendemmia, era consuetudine onorare le mense dei nobili con i prodotti tipici del lavoro della terra. Si narra, infatti, che le mense dei Papi, nel periodo della vendemmia, venissero spesso fornite dell’uva, del vino e dei dolci tipici.

 

Zona interessata alla produzione

Intera regione Lazio

 

fonte Arsial – Eccellenze Agroalimentari del Lazio

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