| Autore |
Discussione  |
|
|
Stellina4
Advanced Member D.O.C.
    
73 Messaggi |
Inserito il - 09 feb 2010 : 13:12:16
|
Secondo alcuni studi, per molti la solitudine non è la mancanza degli altri, ma di sé. Questo li imprigiona nel timore di non meritare d'essere amati. A tale proposito, voglio riportarvi un breve articolo che mi ha colpita del settimanale "Gente" ( rubrica "gli esperti di Gente" ) e commentarlo con voi.
Se una compagnia risulta fastidiosa e molesta, conviene farne a meno; "meglio soli che male accompagnati" recita un vecchio adagio e su questo non c'è molto da obiettare. Ma la solitudine è un sentimento troppo complesso per potersi esaurire nelle cinque parole di un proverbio. C'è una bella differenza, per esempio, tra l'essere soli ed il sentirsi soli. Nel primo caso ci si riferisce a una condizione oggettiva come quella di non riuscire a frequentare amici, o di essere separati dalle persone che si amano, o di vivere in luoghi appartati e solitari. Tutte queste condizioni di isolamento, per penose che possono risultare, sono, a breve o lunga scadenza, suscettibili di cambiamento e possono cessare di far male nel momento stesso in cui le situazioni si modificano. Ma quando ci si sente soli indipendentemente dalle opportunità di relazioni e dalla ricchezza dei rapporti, diventa molto più difficile comprendere e riparare la ferita psicologica che determina la sofferenza. Non è la mancanza d'altri, in questi casi, a turbare o a ferire, ma è una più subdola, nascosta e misteriosa mancanza di sé. E' come se queste persone fossero prigioniere di se stesse, invischiate in antiche paure o perdute nell'idea di non potere e non sapere meritare l'amore di chi li circonda. Fin da piccoli questi "solitari" si sono sentiti costretti a compiacere più gli altri che se stessi e hanno preferito rinunciare alle proprie aspirazioni per non correre il rischio di deludere i genitori o di perderne l'amore. In questo modo si sono imprigionati nei loro desideri negati e cristallizzati e hanno impedito agli altri di entrare in contatto profondo con loro. Ne deriva un senso di distanza e di isolamento che li fa sentire soli e li priva di contatti e di gratificazioni esterne. Spesso non ci si rende ben conto di quanto sia importante permettere ai propri figli di esprimere se stessi anche se le loro richieste risultano diverse da ciò che avremmo voluto da loro. Ciascuno di noi, giorno dopo giorno, deve inventare difficili alchimie per mettere d'accordo le proprie aspettative con quelle di chi ci sta intorno. Si tratta di un difficile esercizio quotidiano che però ci consente di vivere in armonia con il mondo esterno e di tenere lontano quel temibile tipo di solitudine che nasce dalla mancanza di sé.
Vi ho messo in neretto la parte a mio parere centrale, il "fulcro" dell'articolo, nonché quella che mi ha maggiormente colpita. Credo che in questi casi sia colpa dei genitori se un loro figlio cresca male e non abbia poi, nel tempo, la capacità di acquisire la fiducia in se stesso poiché resta latente in lui il timore di non soddisfare pienamente la volontà di genitori che spesso, in questi casi, si dimostrano dei veri e propri ignoranti ed egoisti! Ovviamente in questi casi si è a dei livelli oramai "critici" dove solo l'aiuto di un buon psicologo o psicoterapeuta può essere la fonte di salvezza. Voi cosa ne pensate in merito? Siamo circondati da centinaia di persone che vivono in questo stato di salute, eppure difficilmente ci accorgiamo di questo loro problema. C'è un modo, secondo voi, per aiutarli e per prevenire tutto questo? Attendo risposte.  |
|
|
giobaluma
Moderator
    
618 Messaggi |
Inserito il - 09 feb 2010 : 13:46:19
|
Stellina, come al solito hai proposto un topic, interessantissimo da snocciolare e sgranocchiare pian piano.... Si, a mio avviso, la famiglia, incide molto, ma non solo in questo senso... E' vero, parlo da figlia oltre che da genitore, che spesso ci si sente non compresi e costretti ad accontentare chi ci circonda, spesso magari non ne comprendiamo a pieno le motivazioni, quindi le riteniamo ingiuste... (questa è la mia visione da figlia). Ma è altrettanto vero che spesso si vuole più delle proprie capacità, solo perchè magari qualcosa la si vede fare da un amico o da qualcuno che magari ammiriamo (questa è la mia visione da figlia adulta). La cosa bella di una famiglia che ci ama è anche il saperci indirizzare verso le nostre attitudini o, oppure anche se spesso fa male, verso le proprie possibilità, alcune volte anche economiche... Il tema della solitudina da qualsia verso lo si guardi è molto più complesso di quanto ne èarla marginalmente questo articolo... Paradossalmente, ho conosciuto persone che si sentono sole, anche quando stanno insieme ad altri, non perchè costrette ad accontentare, ma perchè ormai accontentate di tutto ciò per cui quelli che le stavano accanto, non sanno più cosa farsi accontentare e cosa fare per interagire col prossimo. I cosiddetti, tanto per tornare in tema genitoriale, bambini troppo viziati e poco amati... I genitori, sono persone, i figli sono bambini che diventeranno a loro volta persone, accontentarli quando questo riguarda una virtù, una propensione è un conto, accontentarli in tutto ciò che magari hanno voglia di fare, solo perchè in quel momento credono di desiderarlo, non lo aiuterà a crescere meno solo, (questa è la mia visione di genitrice)... E pensa che nonostante tutto, ho la casa "piena" di strumenti musicali giocattolo ed i muri pieni di murales di mio figlio, ai quali ho comunque dato anche il mio contributo.... Questo solo perchè ha una propensione per il disegno e per la musica... Senza che io glie lo abbia inculcato.... Ma sui mobili, assolutamente non lo deve fare più .... Non credo che questo mio diniego, almeno spero, lo farà sentire solo un giorno... (non ho dipinto il genitore perfetto, ogni genitore è una persona, ogni persona può sbagliare, di certo ho fatto e purtroppo credo farò i miei errori da genitore, come ogni genitore, ma l'importante oltre un possibile diniego o accondiscendenza, è il dialogo) (questa anche è una mia visione da genitrice, nonchè il mio parere) Grazie, i tuoi topic, sono sempre pieni di spunti di riflessione. Ciao
|
 |
|
|
Stellina4
Advanced Member D.O.C.
    
73 Messaggi |
Inserito il - 09 feb 2010 : 15:22:09
|
Grazie Gioba per apprezzare i miei topic  Beh ammetto che quando c'è un argomento che mi colpisce e di cui mi piacerebbe sentire cosa ne pensano a riguardo anche altre testoline oltre la mia, vengo qui e ve lo espongo.  Concordo con te sul discorso che un figlio ogni tanto va ripreso ( mi riallaccio al discorso che tu vieti giustamente a tuo figlio di fare graffiti sui mobili!); però il concetto che vorrei mettere alla luce è ben diverso, più profondo.. Non si tratta del piccolo richiamo che, al contrario, può spesso risultare fondamentale per la crescita, la maturazione e l'educazione dei propri figli. Qui si tratta di quella fetta di genitori e famiglie ( per fortuna in minima parte, ma pur sempre esistente) che anziché limitarsi alla semplice ramanzina come fanno tutti, ci vanno giù pesante. Credo si tratti proprio di genitori che....non sanno fare i genitori! Persone che pensano prima di tutto a se stesse, alla carriera, alla loro bella vita, alle apparenze etc.. dimenticandosi letteralmente di avere un figlio a cui pensare, a cui dare amore, compito ben diverso dal semplice "crescerlo" pagando le spese della scuola etc.. L'articolo si riferisce proprio a questo, a questa "ferita" che c'è in molte famiglie purtroppo. Secondo te da cosa derivano i casi di ragazzini che, ad esempio, si tolgono la vita gettandosi dalla finestra della propria classe? Questi giovani purtroppo vivono male, con il timore dei propri genitori, con l'ansia di soddisfare sempre le loro aspettative a volte troppo alte per loro e quando a scuola si ritrovano con una pagella impresentabile ( che poi il non riuscire a studiare ed a prestare attenzione è solo una delle tante cause), scatta in loro una molla. Pensano che tra i due mali è meglio togliersi la vita, anziché subire un'ulteriore pressione mentale dai propri genitori. Per non parlare poi di quelli che non si gettano dalla finestra, ma si ammazzano lentamente con la droga: un nuovo "mondo" nel quale tutto sembra fatto come vorrebbero loro, più facile e meno doloroso, almeno all'apparenza. Mi fa rabbia tutto questo perché siamo nel 2010 e si presume che non dovrebbe più esserci così tanta ignoranza in giro, come invece c'è dati questi episodi! Sì, perché per me si tratta di pura ignoranza: a che serve una laurea se poi la cosa più semplice del mondo, ovvero dare amore ad una parte di te stesso, ad una tua proiezione, non la sai fare? Molto probabilmente questi "genitori" si sono ritrovati a ricoprire un ruolo che in realtà non volevano ricoprire, per poter egoisticamente pensare solo a se stessi. Ma allora, mi domando, che li fate a fare i figli se in realtà dentro di voi già sapete che non li volete e/o siete in grado di crescere? Perché mettere al mondo una persona per poi castigarla, rovinandole la vita per sempre? Solo per il puro divertimento di avere qualcuno da "schiavizzare" e sul quale poter sfogare le proprie personali frustrazioni? Tutto ciò mi fa tanta rabbia...
|
 |
|
|
giobaluma
Moderator
    
618 Messaggi |
Inserito il - 09 feb 2010 : 17:40:02
|
Concordo, ovviamente il mio personale esempio, era un piccolo esempio, mio figlio ha tre anni e mezzo ed è figlio unico, quindi la mia esperienza come genitore è ancora giovane, pur avendo io quasi 40 anni... l'anno dei miei primi 40anni è questo...
La famiglia spesso ritrae la società in cui viviamo, la sociètà in cui viviamo, quasi impone alla donna di avere un lavoro, non esclusivamente per situazioni economiche... (anche se il periodo in cui viviamo è nero) Una mia opinione personale è che l'essere umano, difficilmente troverà un equilibrio tra il "tutto" ed il "niente"... Attualmente, sono senza lavoro, inizialmente per scelta, specie dopo che ebbi una minaccia di aboto al 6 mese di gravidanza... Non sempre si hanno tipologie di lavoro dove puoi permetterti la maternità, e poi magari pian piano ricomimciare, in alternativa c'è il nido, ma per forza di cose la donna che lavora ed ha uno o più bimbi piccoli, deve avere anche l'opportunità di avere qualcuno disponibile a fare le sue veci, anche tutti i giorni.. Magari l'orario del nido, non sempre coincide con gli orari di lavoro, oppure, visto che se il bimbo ha un po di raffreddore, deve stre a casa, e non sempre c'è chi ha l'opportunità di darti questi tipi di permessi... per molti giorni... (concedimi la battuta, non siamo tutte nella fortuna della Maristrar, che già ha deciso di fare un nido in parlamento...).. Io non avendo quete opportunità ho optato per la casa.. Non sai le critiche che mi giungono... compresa il beata te che te lo puoi permettere... e cavolate simili.... Con discorsi rivolti anche per mio figlio... del tipo, così non te lo stacchi più... (devo chiedere se Brunetta se vuole anticiparmi i 500 euro per far uscire mio figlio fuori casa, così non sarà un futuro bamboccione...) Molte famiglie, si sentono condizionate dalla società, per forza di cose, dal consumismo, la vacanza di natale, la vacanza di pasqua, la vacanza estiva, il cell che all'occorrenza ti fa il caffè... la macchina nuova, la mobilia come quella che va di moda, la cameretta del bambino, indipendentemente da come sia il bambino, quella più richiesta... Il condizionatore d'aria perchè ormai tutti lo hanno... I vestiti di un certo tipo, le donne che se non vanno dall'estetista tutte le settimane o più volte a settimana, forse, sono meno donne, e tutto questo, si riperquote anche sui figli... I figli devono essere ben vestiti, devono avere quello che la società propone, devono andare per forza di cose bene a scuola perchè, purtroppo la società attuale, selezionea gli individui, peggio che nel passato, e nello stesso tempo, hanno messo i crediti formativi o cos'altro che alla fine sono peggio di un calcolo per ottenere la pensione di anzianita lavorativa, che purtroppo, non ti assicurano nemanco il lavoro... In passato c'era l'opposto, totalmente l'opposto, o quasi, specie per la figura della donna, addirittura la donna che voleva, che riusciva a fare un lavoro tipo ad esempio il parlamentare, assolutamente non doveva avere famiglia o figli, (una suora senza voti), a differenza del maschio che invece, essendo maschio, poteva.... Adesso, le donne, possono, in qualche modo, essere, qualora riescono, più o meno come vogliono, possono anche avere figli, ma se vogliono essere anche madri, lo devono essere per forza di cose in situazione molto molto piccola (non è per tutte questa condizione), ma molti lavori ti portano a quasta scelta, e questa scelta, oggi, per forza di cose rimanda al discorso sopra... Il classico circolo vizioso, dal quale è difficile uscirne... E si ritrovano bimbi sbattuti una volta dai nonni, che tutto sommato non è male, una volta da una baby siter, poi magari da un'altra, una volta dalla zia, ... Hanno anche inventato il detto che non conta quanto tempo si passa con i figli, ma la qualità del tempo... Meglio due ore spese bene, magari in un ristorante o chissà dove, che mezza giornata o tutta, magari la domenica a giocare o parlare o chiacchierare, anche litigare oltre che uscire e spassarsela fuori... In ogni situazione di vita, ormai sembra non valere più il detto: l'importante è partecipare ma esclusivamente, l'importante è vincere.... Spero che questa crisi economica, oltre a finire presto, e ridare dignità ai lavoratori, ci ridia un po' di equilibrio sano!
Nonostante ciò, che ripeto è esclusivamente un mio personale punto di vista, nulla toglie che spesso esistono situazioni al di fuori di ogni volontà, che può essere la depressione o altro, che ovviamente, meritano rispetto, e nello stesso tempo dialogo, è una cosa che personalmente ci tengo molto, il dialogo è fondamentale tra esseri e soprattutto tra genitori e figli oltre che generalmente in famiglia... Sulla imposizione c'è tutto un discorso oltre che sfocia comunque sempre sul sociale, l'imposizione per cultura, per tradizione, che per carità. hanno un loro valore, ma come dici anche tu, non deve andare contro l'individuo che sia egli bambino o adulto, Ma portarlo semplicemente al concetto di rispetto delle regole comuni e civili... Rispetto per il proprio prossimo e per se stesso. Provo a rileggermi, ho scritto a pezzi, tra una cosa e l'altra... compreso ilvetsire il pupo per uscire col papà... (una fatica immane vestirlo e lavarlo, specie quando non sta mai fermo, un attimo che mi distraggo... puf sta a combinare dammaio ) |
 |
|
|
giobaluma
Moderator
    
618 Messaggi |
Inserito il - 09 feb 2010 : 20:37:29
|
Stellina4, se ci riesci, traducimi, perchè non mi sono capita nemmeno io....  Di certo volevo sottolineare l'alienazione che si crea in seno alla famiglia e nella mente del bambino, che si ritrova sbattuto di qua e di la e spesso anche con pretese di buoni raggiungimenti scolastici e non solo... Quindi il più delle volte, si crea un vortice che porta alla solitudine più assoluta, pur stando continuamente in mezzo a situazioni o persone varie.... Tutto il resto, onestamente, non so ancora dirti come mi è uscito... se lo scopro, te lo farò sapere... ciao |
 |
|
|
Stellina4
Advanced Member D.O.C.
    
73 Messaggi |
Inserito il - 11 feb 2010 : 16:35:32
|
quote: Originalmente invita da giobaluma
Molte famiglie, si sentono condizionate dalla società, per forza di cose, dal consumismo, la vacanza di natale, la vacanza di pasqua, la vacanza estiva, il cell che all'occorrenza ti fa il caffè... la macchina nuova, la mobilia come quella che va di moda, la cameretta del bambino, indipendentemente da come sia il bambino, quella più richiesta... Il condizionatore d'aria perchè ormai tutti lo hanno... I vestiti di un certo tipo, le donne che se non vanno dall'estetista tutte le settimane o più volte a settimana, forse, sono meno donne, e tutto questo, si riperquote anche sui figli... I figli devono essere ben vestiti, devono avere quello che la società propone, devono andare per forza di cose bene a scuola perchè, purtroppo la società attuale, selezionea gli individui, peggio che nel passato, e nello stesso tempo, hanno messo i crediti formativi o cos'altro che alla fine sono peggio di un calcolo per ottenere la pensione di anzianita lavorativa, che purtroppo, non ti assicurano nemanco il lavoro...
Hai perfettamente ragione! Tranquilla ti ho capita. Devo dire infatti che hai capito il senso di questo topic. La società di oggi, a mio avviso, ci "impone" troppi modelli da seguire, troppe regole, troppe etichette.. e succede che chi è più debole, oltre ad avere già di suo una famiglia che non aiuta nella crescita, finisce con il farsi risucchiare da tutte queste cose che la società impone! E' per questo motivo che chi non riesce a sopportare tutto questo "peso" finisce con l'isolarsi, con il nascondersi fino a diventare quasi trasparente, anzi, "meglio così!" pensano.. E' per questo che ritengo fondamentale il dialogo, per cercare di "tamponare" il tutto prima che sia troppo tardi! Ma ripeto, non è semplice per loro chiedere aiuto agli altri, figuriamoci quindi se si rivolgono di loro spontanea volontà da uno specialista. Se poi la famiglia non è delle migliori, mi viene da pensare che purtroppo vivono dentro una prigione da cui è difficile uscire, ma non impossibile sia chiaro! A volte anche un amico od un confidente può essere fondamentale e di grande aiuto, a mio parere, per avviarsi verso il punto di salvezza e quindi verso una nuova vita. |
 |
|
|
giobaluma
Moderator
    
618 Messaggi |
Inserito il - 11 feb 2010 : 17:40:27
|
Si stellina, difficile ma non impossibile.... Dovrebbero, ma purtroppo come detto sopra, la scuola la chiesa volendo e tante altre infrastrutture, dare l'opportunità di avere un qualcuno a cui rivolgersi, ma di cui ci si possa fidare... Un amico si va anche bene, ma è difficile che persone che si allontanano dal comune modo di essere nella società, spesso nn ha amici, e se li ha, bisogna vedere fino a che punto sono amici... Un amico senza esperienza nel settore, o nelle dinamiche, non sempre è capace di dare consigli su cosa effettivamente si può fare... Spesso, credo sia capitato un po a tutti, si hanno consigli del tipo.... Ma tu fai così e colà, senza minimamente entrare nelle dinamiche di vita di chi lo sta interpellando... E spesso ci si distrugge ancora di più, nel tentare di seguire consigli non adatti a noi... E come se esempio banale, noi portassimo la taglia 50, e non sapendo che fare per sembrare più magri e omologati alla società che ci vuole magri, ci cnsigliasse di comprare assolutamente un abito taglia 44... Con tutta la nostra volontà, non saremmo mai in grado di indossarlo pienamente... Viviamo in un periodo col giudizio facile per chi non è conforme alle mode e tipologie del momento... Forse è sempre stato così, ma perlomeno, vigeva ancora il detto vivi e lascia vivere, adesso c'è solo il detto vivi... come consumismo comanda... e calpesta chi non lo fa. Forse è un po' forte come ultima frase, ma spesso anche al lavoro o a scuola si mette al margine chi non ha un cell di marca, chi non ha la chissàche come gli altri ecc. Ho visto (liberi di farlo per carità) chi aveva esigenza di cambiare il cell o la tv, non perchè rotti o mal funzionanti ma solo perchè non più di moda... (e la cosa grave e che criticano chi non lo fa... come una sorta di "sono stato uno stubido a cascarci, cascaci anche tu così siamo in tanti")... Se non si riattivano figure come lo psicologo di plesso o un parroco in più ogni parrocchia, è difficile che un ragazzo/a si rivolga a qualcuno... Anche se come si dice, le vie del signore sono infinite... Alcune volte, basta un forum, un blog, e le dinamiche mentali e di vita, si allargano....Ma non sempre e non per tutti è così purtroppo. |
 |
|
|
Stellina4
Advanced Member D.O.C.
    
73 Messaggi |
Inserito il - 20 feb 2010 : 12:37:56
|
quote: Originalmente invita da giobaluma Un amico si va anche bene, ma è difficile che persone che si allontanano dal comune modo di essere nella società, spesso nn ha amici, e se li ha, bisogna vedere fino a che punto sono amici... Un amico senza esperienza nel settore, o nelle dinamiche, non sempre è capace di dare consigli su cosa effettivamente si può fare... Spesso, credo sia capitato un po a tutti, si hanno consigli del tipo.... Ma tu fai così e colà, senza minimamente entrare nelle dinamiche di vita di chi lo sta interpellando... E spesso ci si distrugge ancora di più, nel tentare di seguire consigli non adatti a noi... E come se esempio banale, noi portassimo la taglia 50, e non sapendo che fare per sembrare più magri e omologati alla società che ci vuole magri, ci cnsigliasse di comprare assolutamente un abito taglia 44... Con tutta la nostra volontà, non saremmo mai in grado di indossarlo pienamente... Viviamo in un periodo col giudizio facile per chi non è conforme alle mode e tipologie del momento... Forse è sempre stato così, ma perlomeno, vigeva ancora il detto vivi e lascia vivere, adesso c'è solo il detto vivi... come consumismo comanda... e calpesta chi non lo fa. (...) Se non si riattivano figure come lo psicologo di plesso o un parroco in più ogni parrocchia, è difficile che un ragazzo/a si rivolga a qualcuno... Anche se come si dice, le vie del signore sono infinite... Alcune volte, basta un forum, un blog, e le dinamiche mentali e di vita, si allargano....Ma non sempre e non per tutti è così purtroppo.
Che dire Gioba.. hai ragione! Mi ritrovo moltissimo nel tuo pensiero e soprattutto nel tuo ultimo post che, come vedi, ho riportato mettendo in neretto le cose che maggiormente condivido! La chiave sta nel parlare, nel crearsi amicizie ( anche se è difficile) perché loro possono essere la chiave o comunque un punto di partenza per un aiuto concreto! Il discorso di uno psicologo a disposizione presso strutture pubbliche che possa aiutare anche i meno abbienti o semplicemente giovani che non vogliono far sapere ai propri familiari ( succede anche questo se i familiari ne sono la causa) sarebbe una grande cosa! Ma comunque, come dici tu, anche parlarne su un forum ecc.. può essere d'aiuto, anche se credo sia sempre meglio il dialogo diretto, dal vivo, che attraverso un monitor. |
 |
|
| |
Discussione  |
|
|
|