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I canti di questua sono frutto dell’estro popolare di occasionali poeti e sono tramandati di generazione in generazione. Essi sono strutturati secondo uno schema classico: l’introduzione col saluto, la narrazione e la richiesta dei questuanti col saluto e l’augurio finale. Essi venivano ( e sono tuttora) cantati nella serata di vigilia della festa da gruppi di cantori itineranti davanti alle case amiche per stare un po’ insieme e far festa. Questi canti non esistono in forma stampata, di conseguenza non esistono nemmeno i testi antichi, ma sicuramente sono stati rimaneggiati e deformati più volte nel tempo. La rappresentazione di “Lu Sand’Andonie” svoltasi a San Salvo domenica 25 gennaio è proprio un modo per far conoscere i vari canti di questua del territorio. I "vincitori" di questa ventiquattresima edizione sono stati gli Amici delle Tradizioni di San Salvo. Un pubblico numeroso era pronto ad applaudire i partecipanti che hanno rappresentato a loro modo questa devozione per Sant’Antonio, due gruppi da Fresagrandinaria, uno da Palmoli , il coro di Capello, e i gruppi di San Salvo: gli Alpini, New Generation, gli Amici delle tradizioni, e Gli Amici della Pasquetta. Tra gli spettatori anche il sindaco Marchese che personalmente ha “premiato” tutti i gruppi partecipanti con una ventricina, mentre ai fortunati estratti cioè Gli amici delle tradizioni con il pane, il vino e la porchetta; mentre tra il pubblico sono stati estratti tre numeri vincitrici di un prosciutto e due ventricine. Oltre al canto tutti i gruppi hanno inscenato delle piccole rappresentazione con il diavolo che per tutto la vita ha tentato il Santo, perchè come racconta la canzone, la madre di Antonio,incinta, nel momento del bisogno ricevette come unico aiuto quello del demonio che strappò una promessa alla donna cioè quella di donargli l’anima del nascituro che al contrario donò la sua vita a Dio.
TERMOLI – Oggi a partire dalle ore 19, lungo Corso Nazionale, il gruppo folklorico marinaro “'A Shcaffette”, in occasione della festività di Sant'Antonio Abate, riproporrà il tradizionale canto del Santo con 60 elementi in costume. Intorno alle 20, dopo la “sfilata” sul Corso Nazionale, l'evento si sposterà nella Sala Consiliare del Municipio. Il gruppo folklorico 'A Shcaffette divulga da oltre 30 anni i canti popolari agiografici della tradizione religiosa
“A Fresa non si fa mai niente!!” questa è la classica frase che si sente ripetere spesso dai ragazzi che non hanno voglia di far niente per il loro piccolo paese, ma che si lamentano quando non ci sono eventi già organizzati da altri. A sorpresa, questo Natale, i ragazzi più piccoli di Fresagrandinaria, in collaborazione con la Parrocchia SS. Salvatore, hanno messo in scena un’opera famosa di Charles Dickens ovvero Canto di Natale. Nonostante il freddo la Chiesa principale,dove è andata in scena la rappresentazione, era gremita di persone; tutti pronti a vedere il\la proprio\a figlio\a recitare, cantare o anche solo fare la comparsa. L’imbarazzo era tanto ma i vari applausi che i paesani omaggiavano agli attori infondevano un clima familiare e di approvazione per i piccoli interpreti. Bisogna anche ringraziare il parroco Don Giuseppe che ha permesso la realizzazione di questo teatrino,che era un momento per augurare a tutti un buon Natale e per far capire che la nascita di un bambino, o per meglio dire di Gesù bambino vuol dire semplicemente Amore. A differenza del protagonista della storia che odiava il natale, ma grazie a tre apparizioni che lo fanno viaggiare nel passato, nel presente e nel futuro capisce che il Natale è la festa più bella che c’è,ma soprattutto capisce che a trattar male le persone che ci stanno vicine non ci si ricava nulla. Complimenti alla voglia di fare di questi ragazzini che hanno saputo far passare una serata diversa ai loro compaesani.
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